Autore: SNA

Mungitura Automatizzata

La riduzione del lavoro, una miglior vita sociale per gli allevatori e l’aumento della produzione di latte, dovuto ad una mungitura più frequente, rappresentano importanti benefici della mungitura automatica. L’adozione di un sistema di mungitura robotizzato, infatti, modifica diversi aspetti della gestione dell’allevamento, alterando sia la natura che l’organizzazione del lavoro. Ciò permette al robot di effettuare la mungitura senza la presenza dell’uomo, svolgendo il suo compito con precisione e osservando scrupolosamente le istruzioni impartite dal programma.

Ci poniamo un duplice obiettivo: riconoscere un premio all’animale che si presenta al box di mungitura e, allo stesso tempo, differenziare la somministrazione degli alimenti in funzione della produttività del singolo animale. Pertanto, con una strategia alimentare vincente, per migliorare il flusso delle bovine al robot, consiste nell’agire sia sulla quantità di prodotto somministrato, sia sull’impiego di sostanze appetizzanti per rendere il concentrato più appetibile.

La mungitura diventa, quindi, non più un’operazione da eseguire ad intervalli regolari, due o tre volte al giorno, bensì un momento scelto liberamente dagli animali (self-milking); le bovine possono così recarsi ad ogni ora del giorno e della notte alla stazione di mungitura robotizzata, posta all’interno della stalla. Se nel recente passato si considerava di dover eliminare animali in percentuali dell’ordine del 10-15% a seconda della tecnologia impiegata, e sulla base di considerazioni morfologiche, oggi non più del 5% dei soggetti viene scartato nel passaggio dalla mungitura convenzionale a quella robotizzata e, per lo più, a causa del comportamento dell’animale stesso.

L’utilizzo del Robot, consente loro di scegliere il momento della mungitura in modo più naturale e congeniale, potendo così raggiungere un ulteriore miglioramento delle loro condizioni di benessere. Nell’ambito aziendale, inoltre, tale possibilità consente di estrinsecare le maggiori potenzialità produttive possedute da gran parte dei soggetti oggi allevati, garantendo livelli produttivi superiori di un 15% o più, secondo i rilievi e le esperienze acquisite dagli zootecnici.

Vantaggi per l’allevatore:

L’introduzione del robot di mungitura in azienda comporta una radicale trasformazione nella tipologia e nelle tempistiche di lavoro per l’allevatore. Certamente uno degli aspetti che rende questo sistema di sicuro interesse per l’allevatore è rappresentato dalla possibilità per lo stesso di essere sollevato dalla quotidiana routine di mungitura, tempo che può così dedicare ad altre attività aziendali, quali i lavori dei terreni, la preparazione della miscelata Unifeed e, cosa molto importante, la cura dei piedi. Aumento della produttività.

Monitoraggio automatico dei parametri fisiologico – produttivi.

Ulteriore ed importante vantaggio dell’uso del Robot di mungitura, consiste nel disporre di un sistema evoluto di autodiagnostica (passaggio delle bovine nel box di mungitura, tempi di mungitura, numero di mungiture giornaliere, operazioni di lavaggio) e alle prestazioni delle bovine (produzione di latte per singolo quarto, caratteristiche compositive del latte) nonché sullo stato di salute delle stesse attraverso una serie di sistemi di rilevazione, il più diffuso dei quali è la conducibilità elettrica del latte. Il tutto aiuta ad evidenziare i componenti che presentano anomalie, per garantire facili e veloci interventi di mirata nutrizione.

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Il Latte vaccino prodotto dall’animale è da considerarsi un alimento animale o vegetale?

Considerando che la Vacca (come ad es. l’Ape) è erbivora, si può considerare Il Latte (come ad es. il miele) prodotto come un alimento di origine animale o vegetale?

Ricordate che in qualsiasi modo preferiate il latte (di origine animale o di origine vegetale), ricordate che in una dieta sana ed equilibrata sono consigliate 2-3 porzioni al giorno di latte o dei suoi derivati per garantire un buon apporto di calcio, fosforo, vitamina D.

Il latte è un alimento che apporta proteine, grassi facilmente digeribili, zuccheri semplici come il lattosio e alcuni minerali indispensabili per la salute delle ossa sia durante la crescita che nell’età adulta, perché mantengono la massa ossea e aiutano a prevenire alcune patologie come l’osteoporosi.
Nel latte di origine animale, la frazione proteica è data dalla caseina, una proteina di elevato valore biologico e dal lento assorbimento che conferisce al latte un buon potere saziante e lo rende un valido alleato in un regime di dieta dimagrante.
Nel latte di origine vegetale, la quantità di proteine è discreta ma il loro valore biologico è minore rispetto al latte di origine animale.

Il latte scremato è consigliato a tutte quelle persone che devono controllare l’apporto del colesterolo: la scrematura, infatti, fa diminuire la frazione grassa dell’alimento e, dunque, anche il colesterolo. Per questo motivo il latte intero è più indicato nell’infanzia e nell’adolescenza, quando le esigenze della crescita staturo-ponderale sono preminenti rispetto alla necessità di controllare l’apporto calorico e lipidico.

Tra le varie scremature del latte non varia molto il contenuto di calcio e fosforo, importanti sia nell’infanzia e nell’adolescenza per la crescita e lo sviluppo dell’apparato scheletrico, sia nell’adulto e nell’anziano per mantenere una buona densità ossea e prevenire problemi di osteoporosi.
Da alcuni anni a questa parte si trovano facilmente alti tipi di latte di origine animale che un tempo erano consumati quasi solo nelle comunità rurali: il latte di capra, di pecora e di bufala. Tutti e tre sono alimenti più nutritivi del latte vaccino, sia in termini di apporto calorico che di grassi e colesterolo.

Latte di origine vegetale
Il latte di origine vegetale è sempre più consumato sia da persone che hanno allergie o intolleranze ai componenti del latte di origine animale, sia da chi segue stili alimentari privi di prodotti di origine animale. Il più conosciuto è quello di soia, seguito da quello di riso e di mandorle.
Il latte vegetale ha un contenuto di grassi e di colesterolo decisamente inferiore rispetto al latte animale e ciò lo rende particolarmente indicato per le persone che hanno la necessità di controllare il peso o l’apporto di grassi con la dieta, come nei dismetabolismi dei trigliceridi e del colesterolo. Inoltre, i prodotti a base di soia, latte compreso, contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo cattivo nel sangue.
Il contenuto di calcio e fosforo del latte vegetale è decisamente inferiore rispetto a quello animale perciò, se viene utilizzato nell’infanzia e nell’adolescenza, sarà necessario integrare il calcio con altri cibi.

In qualsiasi modo preferiate il latte, ricordate che in una dieta sana ed equilibrata sono consigliate 2-3 porzioni al giorno di latte o dei suoi derivati per garantire un buon apporto di calcio, fosforo, vitamina D, elementi importanti per la mineralizzazione delle ossa e dei denti, sia nei bambini che negli adulti.”

Il latte sarà anche un alimento acido, ma per fortuna il nostro corpo è infinitamente preparato a far fronte al consumo degli alimenti, acidi o basici o neutri che siano, grazie ai “sistemi tampone” che garantiscono il mantenimento dell’omoestasi.
Il latte di orgine animale non è né migliore né peggiore rispetto a quello di origine vegetale. Quest’ultimo, difatti, è stato presentato come una validissima alternativa –o prima scelta a seconda dei gusti personali- al latte di origine animale.
Ultima precisazione, riguardo alla qualità del latte di origine alimentare e al tema, importantissimo, della Sicurezza Alimentare a tutela dei Consumatori, la normativa europea è fortemente strutturata e l’EFSA (L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) una Istituzione di livello mondiale che studia e controlla costantemente, per mezzo degli organi preposti, tutti i prodotti alimentari; pertanto, nessun rischio di trovare medicinali nel prodotti che finiscono nei nostri supermercati. E direi fortunatamente!
Infine, per quanto riguarda il trattamento degli animali, eventuali pratiche di maltrattamento sono sicuramente da condannare fermamente, ma una mucca che produce latte non è contro-natura.

cit. Dietologo Dott. Simone Marata

abcsalute.it

Linseeds in Europe

CBI Product Factsheet:

Linseeds in Europe

‘Practical market insights into your product’

The dynamics of the European linseed market have changed in recent years. European demand for linseeds is growing. Canada is making a comeback as a supplier, after production for export dropped sharply for many years. In Europe linseeds are increasingly used for direct human consumption because of their nutritional value. The product is also finding more and more applications within niche segments such as the organic market segment.

Reed more:

2016_oilseeds_-_factsheet_linseeds_in_europe_-_final

Source: CBI Market Information Database

Lino Estruso Contaminazione da Pesticidi

PESTICIDA

Il significato del termine pesticida, derivato dall’inglese “pesticide”, è riferibile ai prodotti destinati a distruggere o tenere sotto controllo qualsiasi organismo nocivo (compresi i microrganismi e le piante infestanti), oppure impedirne o prevenirne i danni, nelle fasi di produzione, lavorazione, conservazione, trasporto e commercializzazione dei raccolti, degli alimenti (per uomini e animali), del legname nonché è riferibile ai prodotti per il controllo di insetti, acari o altri organismi nel settore animale. Non da ultimo, alle sostanze impiegate sulle piante per regolarne la crescita, diradare i frutti o impedirne la caduta precoce.
Con questa ampia definizione, ci si riferisce ai pesticidi non solo relativamente all’agricoltura (coltivazioni, allevamento e forestazione) ma a tutto il mondo vegetale, animale, al settore alimentare, agroindustriale e, per i vettori di malattie, anche all’uomo.
Il termine pesticida, ha talvolta un’accezione negativa, relativa ai potenziali danni alla salute umana, animale e, più in generale, all’ambiente.
Per contro si usa il termine pesticida non solo per le sostanze chimiche sintetiche ma anche per quelle naturali (es. piretro) o per quelle biologiche, più propriamente per gli agenti biologici, quali virus, batteri, funghi, ecc., impiegabili contro altrettanti funghi, insetti o altri organismi nocivi.
Sebbene l’impiego dei pesticidi determini benefici palpabili, esistono risvolti negativi legati alla loro potenziale tossicità nei confronti dell’uomo, degli animali, delle piante stesse e dell’ambiente in generale.

Un pesticida può appartenere ad una delle seguenti categorie, in base all’uso, ovvero l’avversità (o la funzione) per cui deve agire:
acaricida (contro acari e altri aracnidi),
battericida (contro i batteri),
fungicida o anticrittogamici (contro malattie e/o alterazioni da funghi),
diserbante erbicidi (contro vegetali infestanti),
insetticida (contro insetti dannosi, quali afidi o cocciniglie),
molluschicida (contro le limacce o altri molluschi),
nematocida (contro i nematodi infestanti del terreno),
fitoregolatore (sostanze influenti i processi vitali dei vegetali quali il diradamento o l’allegagione),
repellente,
rodenticida (contro topi e roditori dannosi),
semiochimico,
talpicida,
viricida,
altre categorie.
L’Unione europea ha normato i pesticidi nella direttiva sul loro uso sostenibile, suddividendoli nelle due categorie:
prodotti fitosanitari
biocidi

REGOLAMENTO (CE) N. 396/2005 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 23 febbraio 2005

concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio

Il presente regolamento riguarda direttamente la sanità pubblica ed è rilevante ai fini del funzionamento del mercato interno. Le disparità tra i livelli massimi di residui di antiparassitari fissati a livello nazionale possono costituire un ostacolo agli scambi di prodotti di cui all’allegato I del trattato e di prodotti da essi derivati tra gli Stati membri e tra i paesi terzi e la Comunità. Pertanto, nell’interesse della libera circolazione delle merci, delle pari condizioni di concorrenza tra gli Stati membri e di un elevato livello di tutela dei consumatori, è opportuno fissare su scala comunitaria livelli massimi di residui (LMR) per i prodotti di origine vegetale e animale, tenendo conto della buona pratica agricola.

SOSTANZE ATTIVE
INTRODOTTE NEL 2010
CHLORSULFURON DISERBANTE
CYFLUFENAMID FUNGICIDA
CYROMAZINE INSETTICIDA ED ACARICIDA
DIMETHACHLOR DISERBANTE
ETOFENPROX INSETTICIDA
PARAFFIN OIL/(CAS 64742-46-7) INSETTICIDA/ACARICIDA
PARAFFIN OIL/(CAS 72623-86-0) INSETTICIDA/ACARICIDA
PARAFFIN OIL/(CAS 8042-47-5) INSETTICIDA/ACARICIDA
PARAFFIN OIL/(CAS 97862-82-3) INSETTICIDA/ACARICIDA
PENCONAZOLE ANTICRITTOGAMICO
LUFENURON INSETTICIDA
TETRACONAZOLE ANTICRITTOGRAMICO
TRI-ALLATE DISERBANTE
TRIFLUSULFURON DISERBANTE
OGGETTO DI RECENTI DIRETTIVE//REGOLAMENTO
FIPRONIL INSETTICIDA
MALATHION INSETTICIDA
METHOMYL INSETTICIDA
PROCIMIDONE ANTICRITTOGAMICO
SOSTANZE ATTIVE AD ELEVATO POTENZIALE TOSSICO ANCORA AMMESSE
ABAMECTIN ACARICIDA,INSETTICIDA
CAPTAN ANTICRITTOGAMICO
CHLORPYRIFOS INSETTICIDA
CHLOROTHALONIL+CYMOXANIL ANTICRITTOGAMICO
CYMOXANIL+ RAME DA IDROSSIDO ANTICRITTOGAMICO
DIQUAT DIBROMIDE DISERBANTE
ETHOPROPHOS INSETTICIDA-GEODISINFESTANTE
FOSFURO DI ALLUMINIO INSETTICIDA
FOSFURO DI MAGNESIO INSETTICIDA
LINURON DISERBANTE
ZIRAM ANTICRITTOGAMICO
REVOCATE
ROTENONE* INSETTICIDA/ACARICIDA
TOLILFLUANIDE FUNGICIDA
BIFENTHRIN INSETTICIDA
PARAFFIN OIL/cas 64742-54-7 INSETTICIDA/ACARICIDA
CHLORTHAL-DIMETHYL DISERBANTE

* fino al 30 Aprile 2011 alcuni prodotti a base di Rotenone sono consentiti per l’impiego sulle colture di mela, pera, pesca, ciliegia vite e patata.